Il Sole ha raggiunto il suo trono.
Dopo mesi di lenta ascesa, la luce tocca il punto più alto del suo cammino e il giorno si estende fino al limite massimo concesso dalla Ruota dell’Anno. È Litha, il Solstizio d’Estate, la soglia della grande luce.
Per i nostri antenati questo era uno dei momenti più sacri dell’intero ciclo stagionale.
I campi erano verdi, gli orti generosi, le erbe colme di profumo e la terra mostrava apertamente la propria abbondanza. Ovunque lo sguardo si posasse era possibile riconoscere la forza della vita che cresce, si espande e si manifesta.
Litha celebra proprio questo.
La manifestazione.
Ciò che durante l’inverno esisteva soltanto come possibilità, in primavera ha iniziato a germogliare. Ora, sotto il Sole del Solstizio, diventa visibile.
La grande luce non crea.
La grande luce rivela.
Rivela i frutti del lavoro compiuto, le scelte che hanno generato crescita, i percorsi che stanno maturando e anche ciò che necessita ancora di attenzione e cura.
Per questo motivo Litha è una festa profondamente diversa da quanto possa apparire.
Non è soltanto una celebrazione della luce esterna.
È una celebrazione della consapevolezza.
È il momento in cui possiamo fermarci e osservare il cammino percorso dall’inizio dell’anno.
Quali semi hanno trovato terreno fertile?
Quali progetti stanno crescendo?
Quali parti di noi hanno finalmente trovato spazio per manifestarsi?
La natura ci offre la risposta attraverso il proprio esempio.
Nessuna pianta si preoccupa continuamente del raccolto futuro.
Ogni pianta si concentra sulla propria crescita.
Affonda le radici, assorbe la luce, attraversa il vento e la pioggia, poi semplicemente diventa ciò che è destinata a essere.
Anche per questo il Solstizio porta con sé un insegnamento prezioso.
L’abbondanza non nasce dall’attesa.
Nasce dalla coerenza.
Nasce dalla capacità di continuare a nutrire ciò che possiede valore anche quando il risultato finale ancora non è visibile.
Le antiche celebrazioni di Litha erano accompagnate da fuochi accesi sulle colline, danze, canti, raccolte di erbe e momenti dedicati alla gratitudine.
Il fuoco rappresentava il Sole sulla Terra.
Un simbolo della forza vitale che anima ogni cosa e che rende possibile la crescita della natura e dell’essere umano.
Un semplice rito di gratitudine per Litha
Litha è il momento ideale per fermarsi e riconoscere ciò che è già presente nella nostra vita.
Per celebrare il Solstizio è possibile creare un piccolo altare dedicato alla grande luce utilizzando alcuni elementi semplici ma ricchi di significato.
Al centro dell’altare può essere posta una candela dorata, gialla o arancione, simbolo del Sole al culmine della sua forza. Attorno ad essa possono trovare spazio alcune erbe della stagione come rosmarino, lavanda, iperico, menta o altre piante raccolte con rispetto dal proprio giardino.
Si può aggiungere una ciotola d’acqua, simbolo della vita che accoglie e custodisce la crescita, e un piccolo piatto contenente un frutto estivo, qualche spiga o un alimento preparato con i doni della stagione.
Quando tutto è pronto, accendete la candela e prendetevi qualche istante di silenzio.
Osservate la fiamma e ripercorrete mentalmente il cammino compiuto dall’inizio dell’anno fino a oggi.
Non concentratevi su ciò che manca.
Portate l’attenzione su ciò che è cresciuto.
Su ciò che avete imparato.
Su ciò che avete costruito.
Su ciò che la vita vi ha permesso di attraversare.
Quando vi sentite pronti, pronunciate queste parole o altre che sentite più vicine al vostro cuore:
“Ringrazio la luce che illumina il mio cammino. Ringrazio la terra che sostiene la mia crescita. Ringrazio ciò che è fiorito e accolgo con fiducia ciò che ancora sta maturando. Come il Sole raggiunge il suo culmine, così riconosco i doni che la vita ha posto sul mio sentiero.”
Lasciate ardere la candela fino al suo naturale esaurimento, mantenendo sempre le necessarie condizioni di sicurezza.
A conclusione del rito, conservate nel cuore il senso di gratitudine emerso durante questo momento.
Perché Litha non celebra ciò che potrebbe arrivare domani.
Celebra la luce che è già presente oggi.
Ancora oggi possiamo ritrovare il significato più autentico di questa festa attraverso gesti semplici.
Accendere una candela.
Raccogliere un’erba aromatica.
Condividere un pasto preparato con i doni della stagione.
Camminare nella natura.
Ringraziare per ciò che è già presente nella nostra vita.
Perché la gratitudine è una delle forme più profonde di riconoscimento della luce.
Nel Giardino della Rosa Nera osserviamo ogni anno questo passaggio attraverso le piante, i raccolti e i ritmi della terra. Le erbe aromatiche, le verdure mature e i frutti dell’estate raccontano la stessa storia che Litha celebra da secoli: la storia di una vita che cresce quando trova le condizioni giuste per farlo.
Forse è proprio questo il dono più grande del Solstizio.
Ricordarci che ogni manifestazione nasce da una semina.
Che ogni raccolto nasce da una cura costante.
E che la luce continua a indicare la strada a chi sceglie di camminare con coerenza verso ciò che desidera costruire.
Che la grande luce di Litha illumini il vostro cammino e renda visibile tutto ciò che è pronto a fiorire.
Silvia sacerdotessa di Ecate
La Dimora della Strega – Tempio della Rosa Nera
Testo originale de La Dimora della Strega – Tempio della Rosa Nera. È consentita la condivisione citando la fonte e mantenendo il testo nella sua forma integrale.




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