Il primo mattino del viaggio di Dante

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L’equinozio di primavera e il mistero dell’Ariete

All’inizio dell’Inferno della Divina Commedia Dante racconta di essersi smarrito in una selva oscura. È una delle immagini più potenti della letteratura: un uomo che a metà della sua vita si accorge di aver perso la strada. La foresta è intricata, il sentiero non si vede più e ogni passo sembra portare più lontano dalla direzione giusta.

Eppure, proprio quando tutto sembra avvolto dall’ombra, accade qualcosa di molto semplice. Dante alza lo sguardo e vede davanti a sé una collina illuminata dalla luce del Sole che sta sorgendo. L’alba comincia a dissolvere lentamente la notte. È un momento delicato, quasi sospeso, come se il mondo stesse trattenendo il respiro prima di ricominciare a vivere.

Dante descrive quell’istante con alcuni versi che molti conoscono ma che spesso scorrono davanti agli occhi senza essere davvero ascoltati: era il principio del mattino e il Sole stava salendo nel cielo insieme alle stesse stelle che erano presenti quando l’amore divino aveva messo in movimento il cosmo.

Non è soltanto una bella immagine poetica. In quelle parole si nasconde un’indicazione precisa. Dante non ci sta parlando semplicemente di un’alba. Ci sta parlando di un momento dell’anno. Il momento in cui il Sole entra nel segno dell’Ariete, cioè l’equinozio di primavera.

Per capire perché questo dettaglio sia così importante bisogna provare a immaginare come gli uomini del Medioevo guardavano il cielo. Per loro il cielo non era soltanto uno spazio pieno di stelle lontane. Era un grande racconto simbolico. I movimenti del Sole, della Luna e delle costellazioni erano letti come segni che riflettevano l’ordine profondo dell’universo. Il cosmo non era muto: parlava attraverso i suoi ritmi.

L’equinozio di primavera era uno dei momenti più carichi di significato di tutto l’anno. La parola stessa equinozio deriva dal latino aequus e nox e significa “notte uguale”. È il momento in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata. Per un breve istante la luce e l’oscurità si trovano in perfetto equilibrio.

Ma subito dopo qualcosa cambia.

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